Il Comune di Osimo è situato sull’altura di un colle sorto tra le valli dell’Aspio e del Musone, in corrispondenza dell’entroterra di Ancona e della riviera del Conero, in un territorio che fin dai primi secoli a.C. ha vissuto eventi storici numerosi e di grande importanza per la storiografia locale. Il percorso storico e culturale della città inizia nel IV secolo a.C., con l’invasione dei Galli, durata alcuni decenni, che, oltre ad una ricca necropoli ha lasciato ulteriori tracce indelebili e numerose testimonianze storiche nel territorio, da fungere come fondamentale punto di partenza per la ricostruzione del passato della città. Nel 157 a.C. Osimo divenne una delle tante colonie romane, sviluppatasi poi in municipio, ma sempre conscia di possedere una posizione geografica predominante e così favorevole da essere aspramente contesa nel tempo da molti popoli guerrieri, che anche dopo l’epoca romana cercarono di conquistarla. Numerose sono le vestigia di epoca romana ancora visibili nella cittadina, tra cui le mura, le famose sculture “senza testa”, conservate in municipio, e le tante costruzioni architettoniche come il duomo, realizzato con uno stile che simboleggia la fine di un’epoca artistica precisa e l’inizio di una successiva, costituito da un assemblaggio armonioso di elementi architettonici del romanico e del gotico. Con la fine dell’Impero romano d’Occidente e la discesa di alcuni popoli definiti barbarici, Osimo rappresentò la terra di nuove conquiste, tra cui si ricorda quella dei Goti, che si servirono della città come importante baluardo durante la guerra con i Bizantini, che si concluse nel 553, e che permise ad Osimo di divenire uno dei centri della Pentapoli marittima. In seguito la città subì l’occupazione dei Longobardi svoltasi in due diversi periodi prima di costituirsi come libero Comune medioevale, rivendicando la sua autonomia comunale contro il Papato, ed alleandosi per questo con l’Impero, partecipando nel 1172 alla guerra contro Ancona e nel 1240 allo schieramento a favore di re Manfredi. Quale Comune dalla fine del XII secolo, mantenne la piena autonomia con la costituzione di precisi statuti che risultano essere tra i più antichi ed importanti della regione. In epoca signorile divenne preda costante di molti casati nobili, che l’assediarono continuamente portando nella città innovazioni di ogni genere e poteri diversamente gestiti l’uno dall’altro. Le famiglie nobili che riuscirono a dominare sulla città di Osimo con più influenza e fermezza sono i Gozzolini, che regnarono dal 1316 al 1329, i Malatesta, e gli Sforza, sotto la persona di Francesco, che rimase al potere fino al 1443 quando la città vi si ribellò. Nel 1486 Boccolino Guzzoni s’impadronì brutalmente di Osimo, ma venne cacciato l’anno seguente da Gian Giacomo Trivulzio, per poi tornare ad essere definitivamente un possedimento pontificio come in passato, quando Carlo Magno aveva concesso il territorio alla Chiesa con una donazione. Sotto la dominazione della Chiesa, Osimo conobbe un periodo di notevole prosperità che permise la formazione di un vero centro urbano composto da importanti edifici religiosi e da nobili palazzi che ancora oggi conferiscono rilevanza artistica al centro storico. L’attività edilizia del secondo dopoguerra ha permesso di realizzare opere di ricostruzione e di sviluppo cittadino, permettendo l’estensione urbanistica al di fuori dei vecchi confini, per arrivare anche sotto le pendici del colle.
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